RAGAZZO FRECCIA

Ragazzo Freccia, il ragazzo prodigioso, compie una seduta magica, che e’ ancora eseguita durante le cerimonia Yuwipi dei Sioux, nelle quali lo “sciamano” e’ legato con cinghie grezze e nascosto sotto una coperta a forma di stella (un tempo un mantello di Buffalo) mentre misteriose luci tremolano e si odono invisibili sonagli e strane voci.

Dopo che i Cheyenne ebbero avuto in dono il grano, e mentre vivevano ancora nel nord, un giovane uomo ed una giovane donna si sposarono. La donna resto’ ’in cinta e porto’ ’il suo bimbo nel grembo per quattro anni. La gente osservava con grande interesse per vedere ciò che sarebbe accaduto, e quando la donna al quarto anno diede alla luce un bel bambino, lo considero’ un essere soprannaturale. Non molto tempo dopo la donna e il marito morirono, ed il bimbo fu allevato dalla nonna che viveva sola. Imparo’ molto in fretta a camminare ed a parlare. Gli fu fatto un vestito di vitello di buffalo ed egli immediatamente lo rivolto’ in modo che il pelo fosse all’esterno, allo stesso modo con il quale gli sciamani usavano indossare gli abiti. Tra i Cheyenne vi erano sciamani di straordinaria saggezza e dai poteri sovrumani. Talvolta si radunavano e costruivano una capanna. Seduti in un ampio circolo, cantavano e compivano curiosi rituali, dopo i quali ciascuno di loro si alzava ed eseguiva davanti alla folla ogni sorta di prodigi. Una di queste magiche danze fu eseguita quando il ragazzo aveva circa dieci anni. Egli fece chiedere da sua nonna se poteva prendervi parte, e gli sciamani gli consentirono di entrare nella capanna. “Dove vuoi vivere?” chiese il capo degli sciamani….ma il significato era :”Dove vuoi sedere?”….Senza tante cerimonie il bimbo si sedette accanto al capo ed all’uomo che lo aveva introdotto, dette poi istruzioni su come dipingere il suo corpo di rosso e disegnare sul viso, sui polsi e sulle caviglie dei cerchi neri. Quando arrivò il turno del ragazzo, egli disse alla gente quello che stava per fare. Uso’ erba profumata per bruciare incenso, e fece poi passare attraverso il fumo la corda del suo arco di nervo di buffalo; prima verso est, poi verso sud, ovest, nord. Chiese a due uomini di assisterlo e disse loro di legargli la corda dell’arco intorno al collo, di coprirgli il corpo con il mantello e di tirare i due capi con la corda. Quelli tirarono con tutte le forze, ma non riuscirono a spostarlo. Allora disse loro di tirare più forte, e al secondo strattone alla corda, la testa si stacco’, rotolo’ da sotto il mantello e gli uomini la respinsero indietro. Dopo ciò gli sciamani alzarono il mantello ed al posto del ragazzo trovarono seduto un uomo molto vecchio. Coprirono il vecchio con il mantello e tirarono di nuovo: questa volta si presento’ ai loro occhi un mucchio di ossa umane ed un teschio. Per una terza volta posero il mantello sopra le ossa e lo alzarono. Ma non vi era nulla. Ma quando gettarono la quarta volta il mantello su quello spazio vuoto e lo rimossero, il ragazzo prodigioso sedeva al suo posto come se nulla fosse accaduto.

Dopo quella Danza Magica, i Cheyenne tolsero il campo per andare a cacciare il buffalo. Quando un buon bottino fu fatto, il ragazzo prodigioso guido’ una folla di ragazzi a caccia di quei piccoli che di solito ritornano nel posto dove avevano visto le loro madri per l’ultima volta…(che triste questo pezzo di scritto…..). I ragazzi trovarono cinque o sei vitelli , li circondarono, e con le loro frecce ne uccisero uno di due anni. Quindi, con molta cura,, cominciarono a scuoiarlo con i loro coltelli d’osso, cercando di mantenere intatta la pelle della testa e di lasciare gli zoccoli attaccati, perché il ragazzo prodigioso voleva usare la pelle per farne un vestito. Mentre stavano lavorando, si avvicino’ un uomo che conduceva una muta di cani. Era Lupo Giovane, il capo di tutta la tribù, il quale era venuto nel posto dove aveva avuto luogo la caccia per raccogliere le ossa che erano state abbandonate sul terreno. Egli disse: “Bambini, finalmente avete pensato a me! Mi incaricherò io di questo buffalo; voi andate via!”. I bambini obbedirono, ad eccezione del Ragazzo prodigioso, il quale continuo’ a scuoiare spiegando che voleva soltanto la pelle per farne un mantello. Il capo spinse via il ragazzo prodigioso, ma quello torno’ al suo posto e riprese a scuoiare. Allora il capo gli diede uno strattone e lo getto’ a terra. Il ragazzo si rialzo’ e continuo’ il suo lavoro. Fingendo di scuoiare le zampe posteriori, ne taglio’ una all’altezza del ginocchio e vi lascio’ lo zoccolo. Quando il capo spinse via il ragazzo con una spallata per riprendere il posto, il ragazzo prodigioso lo colpi’ alla nuca con la zampa del buffalo. Il capo cadde morto. I ragazzi corsero al campo, e raccontando la storia provocarono una grande agitazione. I guerrieri si riunirono e decisero di uccidere il ragazzo prodigioso. Uscirono ed andarono a cercarlo vicino al luogo dove era stato ucciso il capo, ma il ragazzo era tornato al villaggio. Mentre se ne stava seduto nella tenda della nonna, che gli stava cucinando del cibo in una pentola di terracotta, all’improvviso l’intera tenda fu sollevata dai guerrieri. Prontamente il ragazzo prodigioso diede un calcio alla pentola, rovesciandone il contenuto sul fuoco. Come il fumo, si levo’ verso l’alto, il ragazzo sali’ con esso.

I guerrieri si guardarono intorno e videro il ragazzo che stava andando verso est. Lo inseguirono ma non riuscirono ad avvicinarlo. Per quattro volte gli diedero la caccia ma senza successo e quindi se ne andarono. La gente comincio’ ad aver paura del ragazzo prodigioso: ogni giorno continuo’ a cercarlo ed alla fine lo vide su una collina vicina. La stessa collina dove era comparso ben cinque volte con un diverso abbigliamento. La prima volta arrivo’ nelle sembianze di un guerriero Scudo Rosso, con una acconciatura di pelle di buffalo. Aveva le corna, un giavellotto ed uno scudo rosso e due code di buffalo legate a ciascun braccio. La seconda volta era un guerriero Coyote, con il corpo dipinto di giallo e di nero e con due piume d’aquila fissate al capo. La terza volta apparve come un guerriero degli Uomini Cani, con un’acconciatura di piume sulla testa, con indosso un fischietto di osso d’aquila ed un sonaglio di zoccoli di buffalo, e con arco e frecce. La quarta volta era il guerriero Sonaglio di Zoccoli. Il suo corpo era tutto dipinto, un sonaglio accompagnava il suo canto ed egli impugnava un giavellotto, piegato a semicerchio e lungo circa quattro piedi, all’estremità del quale aveva un uncino e dall’altra un dardo. La quinta volta il suo corpo era dipinto di bianco e sulla fronte portava una pelle di gufo. Dopo queste apparizione il ragazzo prodigioso scomparve. Nessuno seppe dire dove fosse andato, e la gente penso’ che fosse morto e ben presto si dimentico’ di lui in quanto i buffali erano scomparsi e la carestia si era diffusa tra i Cheyenne. Nel frattempo pero’ ragazzo prodigioso viaggio’ tra le montagne. Arrivato’ vicino ad una certa cima, si apri’ un varco nella roccia, lui entro’ e l’apertura si chiuse dietro di lui. Dentro la montagna trovo’ degli uomini disposti a circolo. Ciascuno rappresentava una tribù ed era seduto sotto le insegne del suo popolo. Dettero il benvenuto al ragazzo e gli indicarono un posto libero che si trovava sotto un’insegna avvolta in una pelle di volpe. “Se occupi quel posto, l’insegna sarà tua e la potrai portare ai Cheyenne”, “ma prima dovrai rimanere qui per quattro anni, affinchè tu possa imparare come divenire il consigliere della tribù”. Il ragazzo prodigioso accetto’ le insegne e gli uomini lo ringraziarono. Ma quando venne il suo turno di eseguire le cerimonie delle insegne, essi vollero renderlo umile, mostrandogli di quelle insegne le cerimonie sacre, i canti e quattro frecce magiche, che rappresentavano ciascuna un determinato potere. Poi, per quattro anni, sotto la cima della montagna, gli insegnarono le profezie, le magie e le cerimonie di guerra e di caccia. Nel frattempo i Cheyenne erano affamati e su di loro incombeva la minaccia della carestia. Gli animali erano tutti morti e la gente mangiava erba. Un giorno, mentre la tribù era in marcia in cerca di cibo, cinque bambini si attardarono a cercare erbe e funghi. All’improvviso apparve di fronte al oro il ragazzo prodigioso, ormai divenuto un giovane che portava il nome di Ragazzo Freccia. “Bambini, gettate via quei funghi, sono io che ho portato la carestia in mezzo a voi, ma ora sono tornato per provvedere a voi; in futuro non avrete più fame. Andate a prendere delle ossa di buffalo secche ed io vi nutrirò”. I bambini fecero ciò che aveva detto Ragazzo Freccia e lui le muto’ in carne fresca. “Tornate dalla vostra gente e dite loro che io Ragazzo Freccia sono ritornato”. Ma Ragazzo Freccia arrivo’ al campo prima di loro. Entro’ nella tenda di suo zio e si mise a riposare perche’ era stanco. Il suo mantello, i gambali, la casacca ed i mocassini erano dipinti tutti di rosso. La gente vide che aveva un gran potere e gli domandarono cosa dovevano fare. Ragazzo Freccia disse ai Cheyenne di accamparsi in circolo e di piantare una grande tenda nel centro. Quando tutto ciò fu fatto disse agli sciamani di venire con le loro pipe ed i loro sonagli. Quindi entro’ nella tenda e canto’ canti sacri che aveva imparato ed era ormai notte quando fu il primo turno dei canti delle quattro frecce. Nell’oscurità i bufali cominciarono ad arrivare, emettendo muggiti simili al tuono. Gli spaventati Cheyenne entrarono nella tenda e chiesero a Ragazzo Freccia cosa dovevano fare. “Andate a dormire” disse, “perché i buffali, il vostro cibo sono ritornati a voi”. Infatti per tutta la notte, mentre egli cantava, i buffali continuarono ad arrivare. Il mattino seguente la terra era coperta di buffali; la gente usci’ ed uccise tutti quelli che voleva. Da allora, per merito delle Sacre Frecce, i Cheyenne ebbero cibo in abbondanza e grandi poteri…

Da gentile concessione da Maka, autrice per FarWest.it

LA GRANDE DANZA DELLA MAGIA

La Danza del Sole fu il piu’ importante, solenne rituale, quello che ispirava il massimo rispetto, delle tribu’ delle Praterie che vivevano ad ovest del Missouri. Danza del Sole e’ un nome Sioux; i Cheyenne la chiamavano la tenda della nuova vita, mentre per i Ponca era la Danza del Misero. Assai simile alla danza del sole era la cerimonia Okapi del mandans. La danza si teneva una volta all’anno, al culmine dell’estate. Durava quattro giorni, ma poi l’intera festa era piu’ lunga, tenendo presenti le giornate per la preparazione. In alcune tribu’, come presso i Sioux, il rituale comprendeva la “perforazione” dei danzatori: cioe’ l’inserimento di aghi (bastoncini appuntiti) aguzzi attraverso le carni del torace. Il rituale comprende anche il “guardare il sole” e il digiuno durante tutti questi giorni. Le forme di autotortura piu’ dolorose avvenivano presso gli Okapi: I danzatori soffrivano e donavano le loro carni affinche’ il popolo potesse vivere. La danza era il rinnovamento di tutta la vita, “per far crescere l’erba ed i buffali e per far prosperare ed aumentare la gente”.

Il Popolo dei Tsis-tsistas aveva danzato la grande danza magica per un lungo, lungo tempo, piu’ lungo di quanto chiunque possa ricordare o immaginare. La danza rappresenta l’origine dell’universo e fu concepita e insegnata al nostro Popolo dal Creatore., Maheo, e dal suo aiutante il Gran Tuono Muggente. Ritrae la creazione del Sole, della Luna e delle Stelle; della pioggia, del vento e della neve; della Grande Madre terra e del cielo blu che sta sopra di essa; delle montagne e dei fiumi; di tutte le cose viventi, grandi e piccole. La danza viene eseguita specialmente in tempi di carestia, angoscia ecc… Questa, e’ la nostra piu’ sacra cerimonia, ci fu data dallo sciamano Sutuai Corna Erette sotto la guida dello stesso Creatore. Molto tempo fa quando la terra e la gente che vi abitava erano giovani, la nostra tribu’ pativa la fame. La terra stessa era affamata, perche’ non cadeva piu’ la pioggia. Piante ed alberi appassivano. Molti fiumi erano asciutti. Gli animali morivano di fame e di sete. I Cheyenne non avevano nulla di cui cibarsi ad eccezione di un po’ di vecchio e secco grano e dei loro cani, che impiegavano come animali da soma prima che noi avessimo i cavalli. Pochi cani erano rimasti ed assai poco grano. Cosi’ la gente abbandono’ gli antichi territori di caccia, abbandono’ la terra che li aveva nutriti per generazioni e parti’ alla ricerca di cibo. Ando’ a Nord, dove la siccita’ era meno severa, ma trovo’ poca selvaggina e nessun buffalo. Una sera arrivo’ a un rivo nel quale scorreva ancora un po’ d’acqua. I condottieri e i vecchi capi sedettero accanto al ruscello ed osservarono tristemente la gente che stanca ed affaticata stava piantando le tende. Ad un tratto i capi, come in una visione, compresero cio’ che si doveva fare. Ordinarono a tutti gli uomini di andare dalle loro donne, ciascun uomo dalla donna che sentiva piu’ vicina, e pregarla di dargli qualcosa da mangiare. Gli uomini fecero come era stato loro ordinato e ciascuno scelse la donna che avrebbe dovuto nutrirlo. Tra i guerrieri v’era un giovane sciamano. Egli ando’ da una bella donna, che il caso volle fosse la moglie del capo di tutte la tribu’. Essa gli porse una coppa di zuppa di cane ed attese che terminasse di mangiarla. Quando ebbe l’uomo disse: “ti ho scelto tra tutte le donne per aiutarmi per aiutarmi a salvare il nostro popolo. Voglio che tu venga a nord con me, come hanno ordinato gli spiriti magici. Prendi la tua muta di cani e porta con te i viveri per un lungo viaggio: ora, subito!”. Benche’ fosse la moglie del capo, la donna fece quello che lo sciamano le aveva ordinato. In men che non si dica fu pronta per il viaggio ed i due partirono inosservati nel buio della notte. Camminarono per due giorni ed una notte senza fermarsi .

Finalmente si riposarono. L’uomo disse alla donna di piantare la tenda e di preparare due letti soffici e fragranti di salvia per dormirci su. Egli disse: “Disponi la tenda con l’entrata nella direzione dalla quale sorge il sole”. Le disse pure che Maheo, il Creatore, gli aveva rivelato in una visione che due di loro dovevano andare a nord e portare indietro al popolo la grande tenda della magia, il simbolo dell’universo di Maheo, e con essa una cerimonia sacra che essi avrebbero insegnato ai Cheyenne. “In quella mia visione”, aggiunse, “Maheo mi promise che se il popolo accettera’ ed eseguira’ questo santo rituale, la pioggia cadra’ ancora, la terra rifiorira’, le piante metteranno verdi foglie e frutta, ed i buffali ritorneranno”. E cosi’ viaggiarono. Ogni sera la donna alzava la tenda nella direzione dell’Est e preparava letti di salvia sui lati opposti della tenda: l’uomo dormiva su un letto, la donna sull’altro. Una notte, essa disse: “Cosa significa cio’? Mi hai fatto correre via con te, ma tu non ti avvicini mai a me come fanno gli uomini con le donne. Perche’, allora mi hai fatto venire con te?”. Egli rispose: “Noi dobbiamo astenerci dall’abbracciarci sino a che non entreremo nella grande montagna del nord e riceveremo la sacra danza della magia. Quando saremo usciti dalla montagna, allora ti abbraccero’ in una cerimonia del rinnovamento di tutta la vita per mezzo della quale la gente continuera’ a nascere, generazione dopo generazione, mediante il femmineo potere della perpetuazione”. Finalmente arrivarono ad una vasta ed oscura foresta dal centro della quale si ergeva, alta nel cielo, una montagna contornata di nuvole. Al di la’ della montagna videro un lago immenso. Giunsero ad una grande pietra che era ai piedi della montagna, la fecero rotolare di lato, e scoprirono un’entrata. Entrarono nella montagna e, chiusa l’apertura dietro di loro, si ritrovarono nella grande caverna della magia, che era meravigliosa a raccontarsi. Il giovane e la donna udirono delle voci arrivare dalla cima della montagna, le voci di Maheo il Creatore e del suo aiutante Grande Tuono Ruggente. Per quattro giorni Maheo parlo’ ed insegno’ loro il santo modo in cui eseguire la sacra cerimonia. Quando essi ebbero appreso tutto quello che dovevano conoscere sulla danza, il Creatore disse: Ora partite ed insegnate alla vostra gente quello che avete appreso da me. Se eseguiranno le cerimonie nel giusto modo saranno favoriti per le generazioni a venire. Il sole, la luna, le stelle si muoveranno ancora in armonia. Tuono Muggente portera’ piogge e venti placidi. Il grano e le ciliegie selvatiche matureranno ancora. Le rape selvatiche e le erbe curative cresceranno di nuovo. Ogni genere di animale apparira’ da dietro questa montagna, e tra essi mandrie di buffali ed antilopi che vi seguiranno quando tornerete al vostro villaggio e dalla vostra gente. Prendete questo copricapo, issiwun, ed indossatelo ogni volta che eseguirete la danza del sole. Con l’issiwun, avrete potere sugli animali – i buffali, le antilopi, le alci ed i cervi – i quali si offriranno come cibo alla gente. Il Tsis-tsistas non sara’ mai piu’ affamato, ma vivra’ nell’abbondanza. Come partite, indossate questo sacro copricapo di buffalo, e la Grande Madre Terra vi sorridera’ per sempre. E cosi’ il giovane sciamano e l’avvenente donna uscirono dalla montagna per il passaggio segreto. Come ebbero spostato la pietra e furono all’aperto, si accorsero che un numero infinito di buffali stava fluendo dietro di loro dalla montagna e che la terra era tutta un verde germoglio. Erbe e piante crescevano sotto una pianta gentile, e la terra, scintillante di freschezza, era come nuova. Cosi’ l’uomo e la donna si avviarono sul sacro cammino.; lo sciamano portava il copricapo cornuto ed entrambi indossavano vesti di buffalo dipinte di rosso. I loro cani camminavano davanti ad essi, trascinando i basti di pali, mentre dietro di loro seguiva una tonante mandria di buffali, seguiti a loro volta da ogni sorta di animali, maschi e femmine, grandi e piccoli. Ad ogni calar del giorno l’uomo e la donna preparavano l’uomo e la donna preparavano la tenda e si mettevano a riposare sui loro letti di salvia, mentre tutti gli animali si disponevano tutt’attorno anch’essi per riposare. E durante questo viaggio di ritorno al loro villaggio, in un momento che non ci e’ noto, l’uomo e la donna fecero amorevolmente quello ceh era necessario affinche’, per mezzo del femmineo potere, fossero assicurati il rinnovamento e la continuazione della vita. E ogni mattina, durante quel viaggio, l’uomo canto’ le sacre canzoni che la voce di Maheo gli aveva insegnato.

Finalmente una sera arrivarono vicino ad un ruscello dove la gente era ancora accampata, in attesa del loro ritorno. Lo sciamano e la donna non entrarono subito nel villaggio, ma trascorsero la notte in disparte. Il mattino lo sciamano indosso’ l’issiwun ed entro’ nell’accampamento accompagnato dalla donna. Racconto’ alla gente tutto quello che aveva capitato, disse loro di aver portato con se’ la conoscenza di una grande tenda magica e la grande danza sacra, nonche’ le canzoni e le cerimonie che l’accompagnavano, ma soprattutto l’issiwun, il copricapo sacro di buffalo che aveva il potere di controllare il vagabondare degli animali. Disse alla gente che se avesse eseguito la sacra danza del sole, avrebbe avuto da mangiare carne di buffalo in abbondanza e non avrebbe mai piu’ sofferto la fame. La gente costrui’ la tenda magica secondo le istruzioni del giovane, e tutti si dipinsero il corpo nel modo sacro e cantarono le giuste canzoni. I bambini fecero delle figure di buffalo, antilope e alce in argilla e le portarono davanti alla tenda come simbolo di rinnovamento della vita. Da allora, ogni volta che le piccole figure sono poste all’interno della tenda durante la danza, alcuni di quegli animali si avvicinano per osservare la tenda sacra ed alcuni dei loro poteri animali rimangono. Allo stesso modo, i nostri vecchi amici, il popolo dei Sioux, legano al palo sacro della danza del sole le figure di un uomo e di un bastone, entrambi fatti con pelle di buffalo. Poi un’aquila arriva a ruota sopra i danzatori per benedirli. E’ in questo modo che il popolo dei Tsis-tsistas esegui’ per la prima volta la grande cerimonia magica ed in seguito tutto ando’ per il meglio. La gente chiamo’ il giovane sciamano Corna Erette, perche’ il copricapo sacro aveva due corna su ogni lato.

*Alcuni dicono che Corna Erette non si avvicino’ alla bella donna se non dopo che la danza del Sole fu terminata. E da questa credenza deriva la consuetudine degli uomini ad astenersi dall’avere relazioni sessuali con le donne dal momento in cui fanno voto di danzare fino al termine della cerimonia.

1972 – Toro Incantato

Da gentile concessione da Maka, autrice per FarWest.it

LA VECCHIA DELLA SORGENTE

Questa leggenda, che parla dei doni del grano e del buffalo che ricevettero i Cheyenne, e’ collegata alla successiva leggenda di Ragazzo Freccia. Nello stile dei Cheyenne un narratore direbbe: “Unite un’altra storia alla fine di questa e proseguite da la’”. Il Nord, del quale si parla all’inizio di entrambe le leggende, e’ un nostalgico riferimento ai territori di caccia dei Cheyenne dell’America centrosettentrionale, dalla quale essi furono scacciati da invasori. Quando i Cheyenne abitavano ancora al Nord, erano usi accamparsi in un ampio circolo ai piedi di una collina dalla quale zampillava un’abbondante sorgente. La sorgente forniva l’acqua all’accampamento, ma il cibo era piu’ difficile da trovare. Il buffalo era scomparso e molta gente era affamata. In un limpido giorno alcuni uomini stavano giocando nel centro dell’accampamento all’anello e al giavellotto. Essi usavano un cerchio rosso e nero e quattro lunghi bastoni, due rossi e due neri, che lanciavano nel cerchio mentre questi rotolava. Un giocatore vinceva quando riusciva a far passare l’asta attraverso il cerchio mentre questo stava ancora rotolando. Una gran folla si era radunata quando un giovane arrivo’ dalla parte sud dell’accampamento e si uni’ ai giocatori. Indossava un abito di buffalo con il pelo rivolto verso l’esterno. Il suo corpo era dipinto di giallo, e portava legata alla testa una penna spezzata di aquila, anch’essa dipinta di giallo. Ben presto, un altro giovane, abbigliato esattamente come il primo, arrivo’ dal lato nord del circolo e si mise ad osservare il gioco. I due non si conoscevano, ma quando di videro di mossero incontro attraverso la folla per parlarsi. “Amico” , disse l’uomo che veniva dal lato sud, “stai imitando il mio abbigliamento. Perche’?” Spiegandosi, entrambi raccontarono la stessa storia. Essi erano entrambi alla sorgente che scorreva giu’ dal pendio e la’ erano stati istruiti come abbigliarsi. Intanto la folla aveva smesso di osservare il gioco e si era radunata intorno per ascoltare, ed ai presenti i due giovani dissero che sarebbero andati di nuovo alla sorgente e ritornati presto. Mentre la folla osservava, i due si avvicinarono alla sorgente. L’uomo del sud si copri’ il capo col suo mantello di buffalo ed entro’. L’altro fece lo stesso. I due giovani, sguazzando nell’acqua si trovarono ben presto in un’ampia caverna. Presso l’ingresso sedeva una vecchia che stava cucinando della carne di buffalo e del grano in due diverse pentole di terracotta. Diede loro il benvenuto dicendo: “Nipotini, siete venuti. Qui, sedete accanto a me!”. I due si sedettero, uno su ciascun lato e le dissero che la gente era affamata e che essi erano venuti da lei in cerca di cibo. Essa prese allora del grano in una pentola e della carne dall’altra e la diede a loro. Ed essi mangiarono sino a che furono sazi; ma quando ebbero finito , le pentole erano ancora piene. Allora la donna disse loro di guardare verso sud ed essi videro che la terra in quella direzione era coperta di buffali. Poi disse loro di guardare a ovest ed essi videro ogni genere di animali, grandi e piccoli, inclusi i pony, benche’ a quei tempi non si conoscessero ancora. Essa disse loro di guardare verso nord ed essi videro grano che cresceva ovunque. Infine la vecchia disse: “tutto quello che avete visto in futuro sara’ vostro. Questa notte faro’ in modo che il buffalo vi ristori. Quando lascerete questi luogo i buffali vi seguiranno ed il vostro popolo li vedra’ arrivare prima del tramonto. Portate con voi questo grano crudo ed ogni primavera seminatelo in un terreno basso e umido. Quando sara’ maturo, potrete nutrirvi con quello”. Ed aggiunse: “Prendete anche questa carne e questo grano che ho cucinato, e quando sarete tornati presso la vostra gente, dite loro di sedere e di mangiare ne l seguente ordine : prima tutti i maschi, dal piu’ giovane al piu’ vecchio, ad eccezione di un ragazzo orfano; poi tutte le femmine , dalla piu’ vecchia alla piu’ giovane, ad eccezione di una ragazza orfana. Quando tutti avranno terminato di mangiare, il cibo avanzato nelle pentole dovra’ essere dato al ragazzo ed alla ragazza orfani”. I due uomini obbedirono alla vecchia. Quando uscirono dalla sorgente, si accorsero che tutto il loro corpo era dipinto di rosso, e che le piume spezzate, che avevano sulla testa, erano anch’esse divenute rosse. Raggiunsero il loro popolo il quale si cibo’ del grano e della carne secondo le istruzioni ricevute. Ce n’era abbastanza per tutti e le due pentole erano ancora piene quando furono passate ai deu bimbi orfani, i quali mangiarono tutto il cibo che era rimasto. Verso il tramonto la gente si ritiro’ nelle tende e comincio’ ad osservare attentamente la sorgente, e presto videro un buffalo saltar fuori. Quella creatura salto’, gioco’ e si rotolo’ e poi ritorno’ alla sorgente.Dopo un po’ un altro buffalo salto’ fuori, quindi un altro e un altro ancora….e ad un bel momento divennero cosi’ veloci che i Cheyenne non erano piu’ capaci di contarli. Per tutta la notte i buffali continuarono ad uscire ed il giorno seguente la regione era interamente coperta di buffali. Benche’ i buffali fiutassero il grande accampamento, il giorno successivo i Cheyenne riuscirono a circondarli; essi infatti correvano troppo veloci per uomini che cacciavano a piedi. Per un certo tempo la gente ebbe carne di buffalo in abbondanza. Ma in primavera, gli indiani trasferirono l’accampamento in una terra piu’ bassa e paludosa, dove seminarono il grano che avevano ricevuto dal ruscello incantato. Questi crebbe rapidamente, ed ogni granello che era stato seminato fece germogliare degli steli cosi’ robusti che portavano da due a quattro spighe. E da allora ogni anno la gente continuo’ a seminare il grano. Una primavera, dopo aver seminato il grano, i Cheyenne andarono alla caccia di buffali. Quando ebbero la carne a sufficienza da durare per molto tempo, tornarono ai loro campi. Con grande sorpresa trovarono che il grano era stato rubato da qualche tribu’ vicina. Non ne era rimasta nemmeno una spiga, neppure un granello per seminare. Benche’ il furto fosse avvenuto all’incirca una luna prima, i Cheyenne riuscirono a seguire le tracce dei loro nemici per molto giorni. Essi combatterono persino con due o tre tribu’, ma non arrivarono mai a scoprire i ladri e a recuperare il raccolto rubato. Tutto cio’ accadde molto tempo prima che i Cheyenne abbandonassero l’uso di seminare il grano.

Da gentile concessione da Maka, autrice per FarWest.it


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